2019 luglio

20 Luglio 2019

Non conforme e non uniformata. La danza proposta nel corso della ventitreesima edizione del Festival Danza Urbana di Bologna, che si svolgerà quest’anno dal 3 all’8 settembre 2019, è una danza non facilmente incasellabile. Il Festival, nel corso dei suoi oltre quattro lustri, ha educato il suo pubblico alla possibilità di fruire spettacoli e performance in luoghi non convenzionali dove far apparire la danza nei diversi contesti della vita di una città e valorizzare il gesto coreografico incastonandolo all’interno delle architetture, dei monumenti, dei cortili e dei vicoli della città medievale.
In questa edizione, oltre a proseguire la ricerca sui luoghi non convenzionali, si è cercato di abbracciare formati più aperti e destrutturati, performance capaci fluidamente di passare dal codice della danza a quello performativo e musicale, cercando infatti di non programmare solamente coreografi con percorsi coreutici canonici ma artisti capaci di meticciare, mescolare e ibridare i linguaggi arrivando infine a incontrare la danza, arricchendola di punti di vista inediti. Non conforme è sicuramente l’approccio alla creazione Who cares? Ecologia del dialogo (nato nella sezione Sedimenti – di cui l’Ass. Danza Urbana è partner – nell’ambito del progetto Petrolio per Matera capitale europea della cultura 2019) che rappresenta un vero e proprio esperimento di creazione collettiva: il percorso creativo infatti è nato dall’incontro tra giovani coreografi del Mediterraneo che hanno intrapreso, nel corso di quattro tappe, un complesso cammino di conoscenza reciproca e dialogo per elaborare insieme strategie e metodologie di co-creazione.
Diversi sono inoltre i formati scenici che il Festival ospiterà: la giocoleria evanescente del giapponese Hisashi Watanabe, si affianca alla marginalità sociale “magnificata” nella performance/installazione La bellezza ti stupirà di Enzo Cosimi; il gesto puro di Nicola Galli cede il passo alla polka chinata di tradizione bolognese portata in scena dal Leone d’oro Alessandro Sciarroni; le percezioni alternate dal suono di Lorenzo Bianchi Hoesh accompagneranno il pubblico in una soundwalk capace di contraffare, attraverso il suono, la sensazione dei luoghi e dei percorsi. Non si sa se si verrà travolti più da STORMO il progetto di Effetto Larsen in cui un gruppo di persone, grazie alla semplice azione della camminata, entra in profonda connessione, oppure dall’esito del laboratorio condotto da Francesca Penzo con le donne migranti. Tanti altri artisti saranno ospitati a Bologna al Festival, per la precisione: 11 artisti italiani e 9 stranieri.